Operatività #2: creazione dei contenuti e indicizzazione

Posted by on gen 15, 2013 in Blog | One Comment

Per “ottimizzazione di un sito web e dei suoi contenuti” si intende quell’insieme di processi volti a rendere il sito stesso “appetibile” per i motori di ricerca, a prescindere dal linguaggio di programmazione utilizzato e dall’infrastruttura sulla quale è stato creato.
Generalmente la fase di ottimizzazione di articola in tre fasi distinte:

− Analisi della struttura e dei contenuti dell’intero sito web
− Eventuale modifica del sito
− Analisi, mantenimento e miglioramento dei risultati ottenuti

Durante la prima fase si procede con l’analizzare i contenuti preesistenti sul sito web di nostro interesse, evidenziandone i lati positivi e indicando le eventuali modifiche da apportare in vista di una efficiente ottimizzazione SEO.
È in questo momento che, dopo aver individuato obiettivi e scopi dell’ottimizzazione, si procede con le modifiche da apportare al sito esistente, sia da punto di vista grafico sia per quanto riguarda la creazione di contenuti appositamente studiati per rendere il sito appetibile per i motori di ricerca come Google e Yahoo.

D’altra parte il contenuto in sé è un fattore fondamentale da considerare quando si tratta di posizionamento e indicizzazione. Un sito con presenza di contenuti studiati viene letto dagli spider come “molto informativo” e considerato attendibile, nonché meritevole di ricevere un’alta valutazione. Allo stesso tempo un sito senza contenuti sostanziali non viene visto allo stesso modo e verrà posizionato in basso nelle Serp dei motori di ricerca. Premettiamo che se esiste un limite minimo di contenuti al di sotto del quale non è possibile scendere se si considera come obiettivo un buon posizionamento, allo stesso tempo non dobbiamo preoccuparci di un limite superiore: più contenuti ci sono all’interno del sito, maggiori sono le possibilità che l’indicizzazione raggiunga ottimi risultati in base a determinate chiavi di ricerca. A patto, però, che si tratti di contenuti originali e non ripetuti più volte all’interno del sito in pagine differenti.
L’intervento sui contenuti non è semplicemente copywriting. In questo caso si parla di SEO copywriting, con la creazione di testi capaci di rendere giustizia al business dell’azienda, cantando le lodi dei prodotti ma focalizzando l’attenzione sulle chiavi di ricerca e sulle keywords scelte in fase preliminare.

L’arte del SEO copywriting consiste nella scrittura di testi persuasivi ottimizzati per il contenitore (ossia per il web). Visti gli algoritmi introdotti da Google (da Caffeine a Panda e, tra poco, Google Penguin) il SEO copywriting assume una importanza fondamentale al fine di ottenere risultati completi, creare business e, soprattutto, conversione. Tecnicamente, il SEO Copywriting è l’arte di scrittura che rende possibile la fruizione di ottimi contenuti per essere visibili sui motori di ricerca.
E’ importante sottolineare come il SEO copywriting non si occupa solamente di scrivere dei testi ottimizzati SEO, ma anche della stesura dei corretti metatag title, description, ecc.. Le parole chiave o in alcuni casi le frasi chiave d’interesse da inserire nel testo possono essere fornite direttamente dal cliente oppure ricercate da un esperto in SEO copywriting tramite la cosiddetta web analysis, ovvero lo studio del mercato di riferimento e della concorrenza in determinati settori e su specifiche parole chiave.

L’annuale cambiamento degli algoritmi di Google (che prenderemo come modello in quanto utilizzato dalla quasi totalità degli utenti della Rete) rende necessario un continuo e doveroso adattamento delle tecniche SEO per l’ottimizzazione dei contenuti per i motori di ricerca.

Addirittura prima della posizione delle parole chiave (che si contraddistinguono per prossimità e prominenza) ci sono le importanti caratteristiche dei backlink in entrata, ossia dei link dei referral (siti esterni) che contengono nei propri contenuti il link diretto al nostro sito. Questa tendenza è destinata, però, a modificarsi, in quanto l’introduzione del prossimo algoritmo di Google, denominato Penguin, terrà conto in maniera negativa e sfavorevole dei backlink ottenuti da siti directory e da scambi di favori. Insomma, con Google Penguin i backlink devono essere assolutamente organici, ossia frutto della fidelizzazione di altri utenti che lasciano sparsi qua e là dei link dopo aver giudicato il nostro sito o il nostro prodotto estremamente affidabile. I concetti di prossimità e prominenza rimangono comunque fattori primari sui quali è opportuno operare sin dall’inizio della nostra attività. La posizione delle parole chiave consente anche di intervenire sul peso.

Il peso è la percentuale di concentrazione delle keywords rispetto alle altre parole della pagina web. Per keyword possiamo intendere una singola parola o una frase intera composta da molte parole.
In generale la formula è la seguente: (numero di parole nella keyword * frequenza) / totale delle parole della pagina
Il peso globale di una pagina web aumenta con il crescere delle keywords o con il decrescere delle parole generiche.

1 Comment

  1. Carson
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