SEO know-how: cos’è la frequenza di rimbalzo

Posted by on set 7, 2012 in Blog | No Comments

Molto spesso, quando si tratta di redigere dei report SEO per alcuni clienti, indichiamo doverosamente i dati relativi alla frequenza di rimbalzo, parametro che Google Analytics mette in primo piano nella panoramica delle statistiche.

Sfido chiunque a non aver mai avuto esperienza di clienti che hanno chiesto cosa diavolo fosse quel “rimbalzo”.

Partiamo con la definizione nuda e cruda di cos’è la frequenza di rimbalzo. Tale frequenza (in ignlese “bounce rate”) è, tecnicamente, la percentuale di visitatori che è rimbalzata via dal sito dopo aver visitato solo ed esclusivamente una pagina.

Per intenderci: maggiore sarà la frequenza di rimbalzo, minore sarà il rapporto medio pagine/visita. Obiettivo di ogni buon SEO specialist che si rispetti è, dunque, portare il bounce rate ad una progressiva diminuzione, adottando gli accorgimenti necessari per intrattenere gli utenti sul sito per un tempo più lungo.

Ma quali sono gli accorgimenti per far diminuire la frequenza di rimbalzo?

Tutto quello che di buono potete fare, da bravi SEO copywriter o web designer, per diminuire il bounce rate del vostro sito o del sito di un cliente è quello di ideare una struttura accessibile e navigabile, una grafica accattivante e di offrire contenuti interessanti, aggiornati e attendibili.
In generale la frequenza di rimbalzo è strettamente correlata con la struttura e con i contenuti offerti, che devono essere in grado di attirare più volte l’attenzione e l’interesse dell’utente.

Non dimenticate nemmeno di inserire dei link interni nei testi degli articoli, in modo che gli approfondimenti non richiedano all’utente passaggi eccessivi o ricerche all’interno di menu con troppe voci.

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